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Chitarra elettrica a cassa vuota
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La storia delle chitarre elettriche semiacustiche, a cassa vuota ("hollow-body"), inizia con il nome di Lloyd Loar che, tra il 1920 ed il 1924, lavorò per la Gibson e sperimentò diversi prototipi di pick-ups progettati per amplificare il suono di una chitarra acustica. Purtroppo Lloyd Loar lasciò la Gibson per fondare la Vivi-Tone e la sua idea non fu ripresa che nel decennio successivo.

Negli anni '30 la Rowe-DeArmond fu la prima a lanciare sul mercato un pick-up magnetico progettato per essere applicato alla buca della chitarra folk acustica così da amplificarne il suono naturale.

La Gibson, nel 1935, introdusse il modello "Electric Spanish" ES-150 che rappresentava un ulteriore passo avanti di una chitarra a cassa arcuata con tagli ad "f" e un grosso pick-up.

Gibson ES-150

Due potenti magneti, situati all'interno della cassa, erano collegati con un polo a pinna unica posizionato sotto le corde: era perciò la pinna, e non i magneti, a passare attraverso la bobina.

Altri modelli Gibson ES vennero prodotti nel corso degli anni '40: la ES-125 a pick-up singolo, le ES-300 e ES-350 a doppio pick-up. Nel 1949 fu presentata la ES-35 a tre pick-ups e lanciata come la migliore versione elettronica della originaria L-5, seguita dalla Super 400-CES, versione elettrica della Super 400 acustica.

 

Chitarre Gibson

 

Negli anni '50 e '60 alcuni famosi chitarristi hanno dato il loro nome a chitarre semiacustiche della Gibson che ha perciò prodotto esemplari "firmati" come la "Johnny Smith" e la "Howard Roberts". Nel dopoguerra, altre case contesero alla Gibson il mercato della chitarra elettrica semiacustica. Tra quelle che ottennero un buon successo, sono da citare la Epiphone (poi acquistata dalla Gibson del 1957), la Gretsch ela Guild.

 

Gretsch Country Gentleman


Chitarre elettriche "semi-solid"

Il feedback è sempre stato un problema per le elettriche a cassa vuota. Alla fine degli anni '50, la Gibson fece uscire una gamma di chitarre progettate in modo da ovviare a tale problema. Furono chiamate chitarre a cassa sottile o "semi-solid", per distinguerle dalle normali chitarre semiacustiche a cassa profonda. La prima ad apparire (nell'agosto 1958) fu la ES-335T, seguita a breve distanza da altre della cosiddetta serie "300": le ES-355, 345 e 325.

Gibson ES-335 TD

Tutte con doppia spalla mancante, cassa sortile con tavola arcuata e fondo in acero laminato, erano chitarre acustiche per la cavità della cassa e per i tagli ad "f ", ma avevano anche un blocco massiccio di legno al centro della cassa. Quest'ultimo serviva ad aumentare il sustain e ad evitare che le vibrazioni indesiderate della tavola causassero del feedback. Queste chitarre realizzavano una fusione tra il sustain di una elettrica solid-body e il suono morbido e caldo dello strumento acustico, ed ebbero grande successo. La ES-355 modificata TDSV fu presentata intorno al 1959: aveva connessioni stereo (i pick-ups ritmico e solista potevano cioé essere amplificati separatamente) e circuiti "varitone" (che permettevano una variazione sul taglio degli alti del controllo di tono).