|
Verso la metà degli anni '40, dopo il successo della steel guitar sperimentale a cassa piena, Leo Fender si separò dall'amico "Doc" Kauffman e si mise in proprio. Cominciò subito i lavori di progettazione di un nuovo strumento. Fender mirava soprattutto alla funzionalità e alla praticità, non tanto all'estetica. Voleva costruire una chitarra normale che avesse un suono limpido come quello delle hawaiane elettriche, senza i problemi di feedback connessi con la tavola vibrante.
Il risultato delle sue fatiche fu la "Broadcaster", la cui produzione ebbe inizio nel 1948. La Broadcaster aveva un manico staccabile, simile a quello dei banjo dell'epoca. Si trattava semplicemente di una questione di comodità: Fender era convinto che fosse il manico la parte della chitarra che più facilmente causava fastidi; pertanto, una struttura "modulare" avrebbe permesso di sostituirlo in pochi minuti. La scelta dell'acero come legno per la sua costruzione pare fosse dovuta alla popolarità di cui godevano in quel momento gli strumenti a finitura chiara. Le casse di legno naturale erano in frassino, quelle dipinte in ontano. La paletta aveva sei meccaniche, sullo stesso lato per rendere più agevole l'accordatura ed evitare di aprire a ventaglio le corde.
La Broadcaster montava due pick-ups a bobina semplice, collegati tramite un selettore a tre vie che poteva essere posizionato sul pick-up del ponte, o sul pick-up del manico; inoltre un condensatore speciale assicurava un suono molto pieno sulle frequenze gravi. La chitarra originaria era dotata di ponticello regolabile con un design uguale a quello tuttora applicato alla Telecaster: tre bulloni regolano a coppie l'altezza e il diapason delle corde.
Poco dopo la sua introduzione, la Broadcaster mutò il nome in "Telecaster" (evitando confusioni con le batterie Broadcaster prodotte dalla Gretsch). Le uniche differenze rilevanti tra le prime e le attuali Telecaster sono la barra di rinforzo del manico, il battipenna che era originariamente in celluloide nera ed ora è in laminato plastico, le meccaniche con sedi a fessura per le corde. I manici sono ancora in acero, con tastiere in palissandro o in acero. Durante gli ultimi trenta anni, sono state realizzate diverse varianti della telecaster.
La Broadcaster aveva anche un coperchio fissato a scatto sopra il ponticello e sul relativo pick-up. Anch'esso è ancora montato sulle Telecaster, ma raramente lo si vede sulle chitarre perchè i chitarristi lo considerano un intralcio.
Nel 1954, Fender iniziò la produzione della "Stratocaster". Questa, la Telecaster e le chitarre che Les Paul stava costruendo per la Gibson possono essere considerate i modelli che determinarono il design delle chitarre solid-body.
Durante il 1955, Leo Fender si ammalò: un'infezione da streptococco che per dieci anni nessuno riusci a debellare. Intorno alla metà degli anni '60, convinto di avere davanti a sé pochi mesi di vita, decise di ritirarsi dagli affari e nel 1965 cedette la società Fender alla CBS per tredici milioni di dollari. Poco tempo dopo, grazie a nuove cure, riuscì finalmente a guarire. Due mesi più tardi riprese a lavorare come consulente progettista per la CBS Fender, ma con un proprio laboratorio di ricerca. La collaborazione durò cinque anni. Da allora, con la propria CLF Research Company, Leo Fender ha lavorato alle chitarre Music Man (non agli amplificatori) e, più recentemente, alle chitarre G&L.
La Stratocaster fu una novità rivoluzionaria nel campo delle chitarre all'epoca della sua introduzione, nel 1954, per almeno tre ragioni:
- aveva il corpo arrotondato e a doppia spalla mancante, per una maggiore comodità d'uso; gli spigoli erano smussati e il fondo era caratterizzato da una incavatura
- la funzionale unità di vibrato Fender (o braccio del tremolo) era montata sullo speciale ponticello "galleggiante"
- per la prima volta tre pick-ups erano montati su una solid-body. I pick-ups erano a bobina semplice, collegati a un selettore a tre vie che li metteva in azione uno per volta. I chitarristi scoprirono ben presto che il selettore poteva essere tenuto a metà tra due posizioni per ottenere un originale suono "fuori fase". Fender, rendendosi conto di quanto fosse apprezzata questa caratteristica, cambiò il selettore dandogli cinque posizioni.
Come la Telecaster, la Stratocaster è rimasta virtualmente invariata; nel 1972 furono aggiunti il nuovo sistema "micro-tilt" per la correzione fine dell'inclinazione del manico e la regolazione della barra di rinforzo del tipo a proiettile. La Stratocaster è disponibile in molti colori e con finiture diverse, con o senza la tastiera in palissandro.
Incoraggiata dal successo della Telecaster e della Stratocaster, la Fender continuò a sperimentare nuovi modelli (la Musicmaster, la Jazzmaster, la Jaguar e la Mustang) che hanno avuto alti e bassi di popolarità. Anche i successivi modelli di semiacustiche, come la Coronado, l'Antigua, la Montego e, più recentemente, la Starcaster, hanno avuto fortuna alterna. Quando nel 1965 la CBS incorporò la Fender molti chitarristi notarono un calo del livello qualitativo della produzione e le chitarre "pre-CBS " divennero sempre più ricercate. Tuttavia le difficoltà iniziali furono ben presto superate.
|