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La storia delle chitarre Gibson ha inizio nel XIX secolo. Nel 1924 la Gibson fu la prima casa a produrre una chitarra acustica a cassa arcuata, la L-5 e nel 1935 introdusse la prima chitarra elettrica a cassa vuota, la ES-150, mentre si occupò di elettriche solid-body soltanto dopo l'introduzione della Fender Broadcaster, cioè quando già si avvaleva dell'aiuto di Les Paul.
Dopo i suoi esperimenti domenicali al laboratorio della Epiphone e il successo della sua chitarra "a ceppo", Les Paul offri i progetti alla Gibson. Ma i responsabili della casa si dimostrarono scettici, definirono il prototipo "un manico di scopa con un pick-up" e respinsero la sua proposta. Tuttavia, nel 1950, si misero di nuovo in contatto con lui e gli firmarono un contratto, che prevedeva una percentuale a suo favore per ogni chitarra costruita col suo nome.
Alla Gibson, Les Paul prosegui le sue ricerche, costruendo cinquanta-sessanta prototipi prima di realizzare un modello che lo soddisfacesse del tutto. Nel 1952, iniziò la produzione della "Gibson Les Paul". In un primo momento, Maurice Berlin, presidente della società, pensò di denominare il nuovo modello semplicemente "Les Paul" non osando esporre il nome di Gibson a un eventuale insuccesso. Ma dopo qualche tempo cambiò idea: "Sarà meglio metterci il nome Gibson nel caso dovesse andare lontano", pare abbia detto. Il tempo gli diede ragione.
Les Paul voleva chitarre che avessero un sustain naturale di venti secondi; questo spiega la loro relativa pesantezza. Il corpo era costruito in mogano massiccio con una capsula frontale in acero di 12mm. Il profilo intagliato fu suggerito da Gibson per cautelarsi da eventuali imitazioni. Nel 1962 scadeva il contratto di Les Paul con la Gibson. A quell' epoca, Les Paul stava divorziando da Mary Ford, e non voleva più occuparsi di chitarre per un pò di tempo. Cosi la collaborazione ebbe termine. Les Paul parla con un pò di amarezza delle "Les Paul" che la Gibson produsse in seguito senza il suo nome. Ad ogni modo, nel 1967, quando i musicisti rock iniziarono a pagare migliaia di dollari per una Les Paul del periodo 1957-60, si mise di nuovo in contatto con Maurice Berlin e riprese a lavorare per la Gibson. Negli ultimi anni, questa casa ha presentato molte linee nuove, la serie RD e la serie artigianale Sonex "Resonwood" ad esempio, e ha riproposto vecchi successi, sia in forma originale che riveduta. Una dei modelli più recenti è la 335-S, un'elettrica solid-body ispirata alla forma della semi-solid ES-335.
La Gibson Les Paul originale del 1952 aveva due pick-ups a bobina semplice ad alta impedenza con placche di copertura color crema (vedi figura sotto), controlli separati di tono e volume e un selettore a leva a tre vie dei pick-ups. Agli inizi, Les Paul utilizzò i suoi inconfondibili ponticelli e cordiere a "trapezio", ma poi, a causa di alcuni problemi imprevisti, nel 1955 montò un nuovo ponticello e cordiera regolabile "Tune-O-Matic". Nel 1957, i pick-ups a bobina semplice vennero sostituiti da nuovi humbuckers studiati da Seth Lover e Ted McCarty. Fino al 1960, i pick-ups humbucking sono stati indicati con la sigla "PAF" (Patent Applied For). Le chitarre Les Paul prodotte tra il 1957 ed il 1960 sono tra le più prestigiose di tutti i tempi.
Per quanto oggi possa sembrare Incredibile, verso la fine degli anni '50 la Gibson decise, per incrementare le vendite delle chitarre Les Paul, di modificare completamente il design. Il primo passo fu di introdurre delle Les Paul Special e -Junior, con doppia spalla mancante arrotondata, forma che oggi molti associano alla Melody Maker. Nel 1959 produsse, anche se in numero limitato, queste "SG prototipo". Quindi, versola fine del 1960, sospese la produzione della vecchia serie Les Paul, limitandosi alle nuove Standard, Custom, Special e Junior con doppia spalla mancante a punta, tutte nello stile che caratterizza le SG. La confusione nata intorno a queste chitarre è dovuta alla terminologia. Les Paul, pur avendo lavorato al primo progetto a doppia spalla mancante, non le apprezzò mai quanto la originale Les Paul; ma fu solo nel 1961 che la Gibson eliminò il suo nome definendole ufficialmente serie "SG" (solid-guitar).

La SG non fu l'unica risposta della Gibson al problema del calo di vendite negli anni '50. Ted McCarty, allora presidente della società, e i suoi progettisti si posero all'opera con questo obiettivo: "Fare qualcosa di nuovo, radicalmente diverso, che sorprenda tutti e dimostri come la Gibson sia più moderna di tutti". Da questo impegno nacquero nel 1958 la Flying V, la Explorer e la Moderne. Delle tre, la Flying V fu la più azzeccata ed è tuttora in produzione. La Moderne scomparve quasi subito. Anche la Explorer non incontrò il favore del pubblico e pare che ne fossero prodotti un centinaio di esemplari; oggi è molto rara (benché la Gibson ne abbia riprodotte alcune nel 1976). Nel 1963, la Gibson usci con la Firebird, una versione attenuata della Explorer. Ma ci fu una azione legale promossa dalla Fender per il design del corpo e nel 1965 la Gibson ne variò la forma. Bisogna perciò distinguere fra le chitarre del 1963-65, conosciute come "Firebird reverse-body" e quelle del 1965-67 conosciute come "Firebird non-reverse-body". Le originali "reverse" sono oggi molto ricercate. Una linea di nuove chitarre presentate nel 1977 richiama la Explorer e la Firebird non-reverse, ed è stata chiamata serie "RD". La RD Artist è la più prestigiosa della serie, con due pick-ups humbucking, elettronica "attiva" e cordiera per l'accordatura fine.
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